Operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri nei Comandi provinciali di Bari: eseguite 15 misure cautelari.
Nella mattinata di oggi, la Guardia di Finanza, insieme ai Carabinieri, ha condotto un’operazione che ha portato all’esecuzione di 15 misure cautelari personali, smantellando un presunto gruppo criminale attivo tra Bari e Altamura. I reati contestati comprendono associazione a delinquere, emissione di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio. Sono stati arrestati nove individui: uno di loro è stato portato in carcere, mentre otto sono stati posti agli arresti domiciliari. Per sei degli indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, su ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, richiesta dalla locale Procura.
Persone e aziende coinvolte
In totale, risultano coinvolte nell’inchiesta 54 persone fisiche e 8 aziende. Tra gli arrestati è stato identificato Giuseppe De Scala, un imprenditore di 47 anni. Anche i suoi genitori e altri familiari sono stati messi agli arresti domiciliari, insieme ad alcuni collaboratori.
La maxi truffa sui bonus edilizi
Secondo le dichiarazioni degli inquirenti, riportate dall’Ansa, l’organizzazione avrebbe realizzato una vasta frode riguardante i bonus edilizi, attraverso lavori di ristrutturazione immobiliare fittizi. È stato calcolato che i crediti d’imposta falsi supererebbero i 17 milioni di euro, basati su attestazioni di dati mendaci riguardanti la disponibilità di immobili inesistenti, appartenenti a terzi, e sulla falsità delle opere edili che sarebbero dovute essere state eseguite, ma che in realtà non sono mai state realizzate.
Inizio delle indagini
Le indagini sono iniziate in seguito a un controllo effettuato a Palo del Colle, che ha coinvolto due dei soggetti arrestati, relativi a diverse carte di credito intestate ad altre persone. Tra maggio e novembre dell’anno scorso, il presunto sodalizio avrebbe ottenuto vantaggi economici attraverso domande presentate sia da membri interni all’organizzazione, come persone fisiche o rappresentanti legali di società inattive, sia da clienti apparenti delle aziende riconducibili ai principali indagati, oppure da soggetti esterni al gruppo che, pur non facendone parte, hanno collaborato, privi di qualsiasi reddito e patrimonio, molti dei quali con precedenti penali.
Il flusso dei crediti d’imposta
I crediti d’imposta ottenuti sarebbero stati trasferiti a un intermediario ignaro, con un controvalore di oltre 13 milioni di euro, al netto delle commissioni. Questo profitto illecito sarebbe stato poi trasformato in pagamenti per i salari dei dipendenti mediante fatture false.
