La Corte d’Assise di Appello di Bari, accogliendo la richiesta dei legali, ha revocato la custodia cautelare in carcere per Roberto Boccassile. Il giovane Vito Romito, di appena 18 anni, è stato ucciso il 30 novembre 2004.
Revoca della Condanna
Dopo che la difesa di Roberto Boccassile ha ottenuto l’annullamento della condanna a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Vito Romito, la Corte d’Assise di Appello di Bari ha deciso, in seguito a un’apposita domanda degli avvocati Dario Vannetiello e Carlo Russo Frattasi, di annullare la custodia cautelare dando fine così alla sua detenzione per decorrenza dei termini legali.
Motivazioni della Corte
I giudici, dopo aver esaminato le motivazioni presentate dai difensori, hanno stabilito di non applicare alcuna misura alternativa alla detenzione. Una nuova udienza verrà stabilita in una sezione differente della Corte d’Assise di Appello di Bari, dopo che la Suprema Corte avrà depositato la sentenza. Sarà solo in quell’occasione che verranno rese note le motivazioni che hanno portato all’annullamento della condanna, nonostante vi siano stati dieci collaboratori di giustizia che, secondo l’accusa, avrebbero testimoniato contro Boccassile, affermando che egli ha sparato contro Romito per agevolare il clan Capriati in una rivalità con i rivali Strisciuglio.
Contesto dell’Omicidio
La Direzione Distrettuale Antimafia ha sostenuto che l’omicidio di Vito Romito fosse una riposta da parte della mafia all’omicidio di Antonio Fanelli, avvenuto solo tre giorni prima, il 27 novembre 2004.
