Il sindaco di Bari ha espresso il suo parere riguardo ai risultati dell’indagine del Ministero dell’Interno in seguito all’operazione ‘Codice Interno’: “L’appellativo mafioso non onorava la città”.
Un giorno di riscatto
“Siamo riusciti a evitare l’eventualità peggiore, ovvero lo scioglimento del Consiglio comunale. Finalmente, Bari ha la possibilità di guardare a un futuro di notevole sviluppo. Questo è un giorno di riscatto.” Queste sono state le dichiarazioni, riportate da Ansa, del primo cittadino Vito Leccese, riferendosi alle conclusioni dell’inchiesta condotta dal Ministero dell’Interno, avviata a seguito dell’operazione ‘Codice Interno’.
Una reputazione messa in discussione
“La nostra reputazione – ha continuato il sindaco all’arrivo al convegno ‘La destra di governo di Tatarella. A 30 anni dalla nascita di Alleanza Nazionale’ – era stata in parte compromessa dall’avvio dell’indagine. Finalmente, Bari può liberarsi di quella stigmatizzazione di città mafiosa, che ovviamente non riflette la verità né onora quella che è la nostra comunità.”
L’assenza di provvedimenti
Ieri era l’ultimo giorno utile per decidere sullo scioglimento del consiglio comunale, ma il Ministero dell’Interno non ha presentato il provvedimento al Consiglio dei ministri. Tale decisione avrebbe seguito l’invio di una commissione del Viminale a Bari, per indagare su possibili infiltrazioni mafiose nell’amministrazione locale, dopo gli oltre 130 arresti effettuati lo scorso febbraio nel contesto dell’inchiesta volta a svelare i legami sospetti tra mafia e politica. Tuttavia, il Viminale sembra avere l’intenzione di commissariare altre due aziende municipalizzate, oltre all’Amtab, già sotto amministrazione giudiziaria per decisione della sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Bari. Alcuni dipendenti comunali potrebbero anche subire sanzioni.
Reazioni dell’ex sindaco
Anche l’ex sindaco di Bari e attuale europarlamentare, Antonio Decaro, ha voluto esprimere il proprio parere sul mancato provvedimento del Ministero dell’Interno: “Il Comune di Bari non è stato sciolto – ha scritto su Facebook -. Sapevamo bene che non esistevano le condizioni per un tale scioglimento. Tuttavia, abbiamo subito un attacco mediatico inaccettabile. Non lo dico per me stesso, ma perché Bari e i baresi non meritavano di essere associati alla parola “mafia” per quasi un anno, subendo un danno che nessuno potrà mai rimediare.”
Riflessioni su una sconfitta
“Per questo motivo, oggi non festeggio – ha proseguito Decaro -. Questa situazione, da ogni punto di vista, è stata una sconfitta. Provo un profondo dispiacere, poiché, sebbene involontariamente, sono stato parte di questa sconfitta. È possibile che qualcuno abbia deciso di sacrificare il nome della nostra città per sconfiggermi alle elezioni. Intendiamoci, la mafia esiste a Bari. Non ho mai avuto timore di affermarlo, e non ho mai temuto di affrontarla a viso aperto. Se non è stato sufficiente, chiedo scusa ai baresi. A tutti, tranne a quelli che cercano di ottenere consenso attraverso un provvedimento governativo che nemmeno comprendono. “Bari non si scioglie”, titolano i giornali oggi. È vero, Bari non si scioglie, anzi, rinvigorisce, diventando più forte e coraggiosa di prima. La maggior parte dei suoi cittadini continuerà a schierarsi dalla parte giusta: contro la mafia, contro i criminali.”
Una nuova speranza per Bari
“È per questi cittadini che oggi – ha concluso Decaro – dopo un anno di accuse strumentali, posso finalmente respirare di nuovo. È tornato il sole e oggi è una bellissima giornata per Bari.”
