Aggressioni al personale scolastico: un fenomeno in crescita
Le aggressioni nei confronti del personale educativo stanno emergendo come una questione di grande rilevanza a livello nazionale: nell’anno scolastico 2022-2023 si sono registrati 36 incidenti, mentre da settembre ad oggi ne sono già avvenuti 27. In Puglia, in soltanto sette giorni, si sono verificati due eventi gravi: uno a Taranto e l’altro nella provincia di Foggia. Gli insegnanti sono stati presi a schiaffi, strattonati, bersagliati con pallini di gomma, e in alcuni casi addirittura feriti con armi bianche, come capitato ieri a una docente di Varese.
Il ministro Valditara visita la Puglia
Questa mattina il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, si è recato a Bari per esprimere solidarietà e annunciare misure più severe contro questo fenomeno. Incontrerà i dirigenti scolastici pugliesi, inclusa Marco Cesario, il preside dell’istituto “Europa-Alighieri” di Taranto, che è stato costretto a recarsi al Pronto Soccorso dopo essere stato aggredito dal padre di un’alunna. Solo qualche giorno fa, anche Michele Trivisonne, il dirigente dell’istituto “Bozzini-Fasani” di Lucera, è stato vittima di un’aggressione da parte di una madre che protestava per la sospensione di un ragazzo che aveva aggredito suo figlio.
Il personale scolastico ha più volte denunciato la sensazione di trovarsi in una situazione di conflitto e pericolo. A tal proposito, il ministro ha promesso l’intensificazione delle misure di protezione per coloro che subiscono violenze all’interno degli ambienti scolastici. Inoltre, è stata annunciata l’assistenza legale a carico dello Stato per il personale educativo in caso di denunce e processi, così da alleviare il peso delle spese legali in caso di aggressione. Il ministro Valditara, come già evidenziato nel caso di Taranto, intende anche perseguire i genitori aggressori chiedendo un risarcimento e lavorare su normativa che tuteli la reputazione dei dipendenti scolastici, nella speranza di dissuadere comportamenti violenti e restaurare un clima di rispetto.
I dati allarmanti
Tra scuola e famiglia sembra essersi formato un divario preoccupante: Valditara ha osservato un incremento significativo degli atti di aggressione per mano dei familiari degli studenti, con un aumento del 111% da parte dei genitori e una diminuzione dell’11% da parte degli alunni. Per ripristinare questo legame fondamentale, si sta progettando la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico”, che verrà celebrata annualmente il 15 dicembre.
Questa iniziativa è parte di un disegno di legge presentato dalla Lega, già approvato dalla Camera e attualmente in discussione al Senato. Si prevede che possa entrare in vigore nel nuovo anno scolastico, con l’obiettivo di inasprire le pene per chi compie atti violenti nelle scuole e promuovere una cultura di dialogo e rispetto. Le pene per aggressioni potrebbero aumentare da cinque a sette anni e mezzo, mentre per reati di oltraggio si passerebbe da tre a quattro anni e mezzo.
Inoltre, si prevede che il voto di condotta avrà un peso maggiore sul percorso scolastico degli studenti, influenzando anche l’esame di maturità. Comportamenti aggressivi nei confronti di insegnanti e personale scolastico avranno quindi ripercussioni più severe, poiché un voto di 5 porterà alla bocciatura e un 6 al rinvio. Per coloro che subiscono sospensioni, ci sarà un cambio di approccio: le sospensioni brevi saranno accompagnate da attività di riflessione, mentre per quelle lunghe verranno previste attività di cittadinanza attiva.
Il caso di Taranto
Intanto, a seguito dell’aggressione al preside Cesario a Taranto, il questore Massimo Gambino ha emesso un avviso orale nei confronti di un uomo e una donna di 32 e 31 anni rispettivamente, coinvolti nel violento episodio. Questo è un segnale che accentua l’urgenza di affrontare questa situazione con la gravità che merita.
