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Una melodia che attraversa i secoli
La vicenda della Banda di Bari è un’aria che nasce nel 1805 e continua a vibrare, intrecciando arte, passione e identità popolare. Il pregio di una banda non si misura soltanto nella perizia dei suoi strumentisti, ma nel patrimonio di memorie condivise che si tramanda di generazione in generazione e restituisce voce alla città. Con oltre duecento anni di presenze e traguardi, questa storia sa rigenerarsi di continuo, rafforzando assetti artistici e organizzativi senza rinnegare le proprie radici, custodi fedeli delle vicende della comunità levantina.
La Grande Orchestra di Fiati “Enrico Annoscia”: tradizione e slancio
In questo solco si colloca la Grande Orchestra di Fiati “Enrico Annoscia” – Città di Bari, che persegue l’eccellenza con un organico di quaranta musicisti, eleganti divise, un cast vocale di respiro internazionale e programmi capaci di intrecciare repertori classici e nuovi orizzonti. La Banda appartiene al popolo e suona per il popolo: è questa la sua missione, ieri come oggi.
Continuità nella guida artistica
Nel segno della continuità, la direzione musicale resta affidata per il settimo anno consecutivo al M° Pasquale Aiezza, esponente della grande scuola napoletana. Una scelta che prosegue una linea di maestri d’eccellenza: da Enrico Annoscia, Trizio, Esposito, Sabino Annoscia e Carlo Vitale ai tempi del “Carro di Tespi”, fino ai contemporanei Pasquino, Curci, Pellegrini, Errico Agnello e Lozupone.
Strade percorse, pubblici incontrati, maestri di riferimento
Dal Tavoliere all’Abruzzo, da Capri a New York, da Roma all’amata Sicilia, la banda barese ha macinato chilometri e palchi, incontrando pubblici diversi ma accomunati dalla stessa emozione. Le sue radici si nutrono dell’insegnamento dei grandi: dal barese Gioacchino Ligonzo fino all’inconfondibile Nino Rota, capace di innalzare il linguaggio bandistico portandolo nei contesti accademici.
Un presidio culturale e una nuova alba musicale
A tutelare e trasmettere questa memoria viva opera l’Officina Orffiana delle Arti di Bari, guidata dal prof. Gaetano Piscopo: un presidio culturale e un laboratorio formativo per le nuove generazioni. Così, ancora una volta, le note di Butterfly, il grido di Canio e la speranza di Calaf torneranno a vibrare tra piazze e teatri, annunciando una nuova alba per la musica bandistica barese: un patrimonio pulsante che continua a raccontare l’anima del suo popolo.
