Le nuove misure cautelari personali attualmente in esecuzione sono collegate a un’operazione condotta dalla Finanza e dalla DDA, che all’inizio di aprile ha portato all’arresto di altre 22 persone nell’ambito di una ricerca sul gruppo che avrebbe svolto le sue attività tra Noicattaro e altri comuni della provincia.
Nuovi Arresti
Questa mattina, otto misure cautelari personali sono state eseguite dai finanzieri del Comando provinciale di Bari nei confronti di altrettanti individui, alcuni dei quali già detenuti per altri reati. L’ordinanza che ha permesso questa operazione è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, in seguito a una richiesta da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.
Contesto dell’Indagine
Queste nuove misure restrittive derivano da un’indagine più ampia, iniziata all’inizio del mese, che ha già portato a ulteriori 22 arresti. È emerso che esiste e opera il sodalizio mafioso noto come “clan Misceo”, già riconosciuto a livello giudiziario da una sentenza definitiva riguardante l’operazione “Ampio Spettro” e da una decisione emessa dal gup nel settembre passato. Questo clan, con sede operativa a Noicattaro, espandeva le sue attività illegali nei comuni circostanti come Gioia del Colle, Triggiano, Capurso e Bari, e attualmente le sue decisioni sembrano provenire dal carcere di Napoli-Secondigliano.
Accuse e Misure Cautelari
Gli indagati di oggi sono stati considerati “gravemente indiziati” per i reati di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, in seguito a interrogatori preliminari. Secondo quanto riferito dagli investigatori in una nota, tutti gli arrestati odierni hanno scelto di non rispondere davanti al giudice. Per altri due individui, le autorità giudiziarie hanno rifiutato le misure richieste, ritenendo non sussistere le esigenze cautelari.
Attività Illecite
Le persone coinvolte nell’indagine sono accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti o sostanze psicotrope, trasferimento fraudolento di valori e tentato omicidio, tutti crimini aggravati dall’agevolazione mafiosa.
In particolare, l’impianto accusatorio sostenuto dal gip del Tribunale di Bari sostiene che l’attività di spaccio fosse organizzata attraverso veri e propri “punti vendita” attivi 24 ore su 24, situati nel centro storico di Noicattaro, che utilizzavano metodi tradizionali per la consegna delle sostanze stupefacenti, come il classico ‘calo di cestini’. I servizi di consegna sarebbero stati attivi, soprattutto nelle ore notturne, nei luoghi frequentati dalla movida barese, incluso il recapito a domicilio. Gli indagati, inoltre, utilizzavano un linguaggio codificato nelle loro conversazioni, per riferirsi alla droga con termini come “bob” per la marijuana, “giubbotto della Versace” o “filo spinato” per la cocaina, “limoni” per l’hashish e “il Papa che arriva da Roma” per segnalare l’arrivo di carichi di droga di grande valore, mentre il denaro veniva identificato come “documenti”.
Sequestri e Arresti
Durante le indagini, sono stati effettuati numerosi riscontri operativi che hanno portato al sequestro di circa 5 kg di cocaina, 16 kg di hashish, 21 kg di marijuana e una pistola con caricatore e 22 proiettili. Inoltre, sono stati arrestati in flagranza di reato 7 corrieri della droga e individuati 5 depositi, conosciuti come “cupe”, dove le sostanze stupefacenti venivano stoccate e preparate per lo spaccio.
