Le indagini condotte nel 2024 dagli agenti della guardia di finanza riguardo le strutture ricettive situate nei comuni con la maggiore attrazione turistica dell’area metropolitana hanno rivelato l’esistenza di sette presunti locali ‘illegali’.
Controllo delle strutture ricettive
Un totale di sessanta strutture è stato sottoposto a verifica (di queste, sette sarebbero considerate ‘illegali’), con un rilevante ammontare di circa 4 milioni di euro in redditi non dichiarati o non correttamente contabilizzati. A queste cifre si aggiungono 1,2 milioni di euro di redditi oggetto di ravvedimento operoso, che hanno comportato il pagamento di imposte e sanzioni per oltre 350mila euro, più violazioni all’imposta sul valore aggiunto (IVA) per circa 650 mila euro. Questi dati rappresentano i frutti della meticolosa attività di verifica effettuata nel 2024 dai finanzieri del Comando provinciale di Bari, mirata alle strutture turistico-ricettive nei comuni più vocati al turismo nell’area metropolitana.
Il settore turistico in crescita
Il comparto della ricettività ha assunto un ruolo di primo piano all’interno di un contesto di crescita continua, sostenuta da un incremento costante del turismo. Questo trend è destinato a rafforzarsi ulteriormente con l’inizio dell’anno giubilare. La ricettività è diventata un motore significativo per l’economia locale, incidendo in modo rilevante sul prodotto interno lordo (PIL) dell’intera area metropolitana di Bari.
Impatto delle indagini
Di fronte a questo scenario, gli agenti delle Fiamme Gialle hanno intrapreso azioni mirate per garantire il rispetto della legalità nel settore, tutelando così gli interessi economici e finanziari dello Stato e dei contribuenti. Le operazioni degli agenti sono state anche una risposta concreta e efficace alle richieste delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria, come Federalberghi Bari e Associazione Extralberghiero Terra di Bari, con cui sono state instaurate relazioni proficue.
Analisi preventiva e segnalazioni
L’attività di controllo è iniziata grazie a un’approfondita analisi di rischio condotta dalla struttura competente del Comando Provinciale, che ha incrociato dati provenienti da diverse banche dati utilizzate dal Corpo, informazioni su strutture ricettive registrate in database comunali e osservazioni raccolte sul campo, integrando anche ulteriori dati reperiti online. Questo processo ha consentito di identificare soggetti ‘virtualmente’ a rischio, classificati in base a vari livelli di intensità.
A queste informazioni si sono aggiunte ulteriori segnalazioni ricavate dalle regolari attività di monitoraggio svolte dalle unità operative nella zona metropolitana di Bari.
Scoperta di irregolarità
Durante il periodo di intensificazione delle verifiche, sono stati effettuati sessanta interventi, dai quali sono emerse sette strutture ‘abusive’, caratterizzate dalla mancanza di qualsiasi comunicazione obbligatoria, e da una gestione non conforme dell’attività di ‘affittacamere’. In diversi casi, si è constatato che queste attività non erano di tipo familiare, ma presentavano le caratteristiche di un’impresa vera e propria, che è obbligata a rispettare un regime normativo più severo, soprattutto per quanto concerne la tassazione.
Violazioni e denunce
Le indagini condotte dalle unità locali della Guardia di Finanza hanno portato, in alcune situazioni, a segnalare alle autorità competenti anche violazioni penal-tributarie, scoprendo che l’85% delle strutture analizzate aveva dichiarato redditi non corrispondenti a quelli realmente incassati.
In aggiunta, molte delle strutture sottoposte a controllo hanno subito contestazioni di carattere amministrativo, in particolare per la mancanza di esposizione delle informazioni obbligatorie relative al tipo di attività e al tariffario vigente. Dalle verifiche sono emerse anche ulteriori irregolarità in merito alle normative regionali: in 11 casi, non è stato rispettato l’obbligo di identificare gli ospiti. Questo ha portato alla segnalazione all’autorità giuridica per violazione dell’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps).
