Un altro elemento è emerso durante la consulenza svolta ieri: probabilmente a causa di una carenza di ricarica, il climatizzatore non sarebbe stato in grado di scaldare la stanza.
Condizioni del climatizzatore nella stanza
Dal condizionatore situato nella stanza in cui si trova la culla termica, dove lo scorso 2 gennaio è stato trovato privo di vita un neonato, uscirebbe aria fredda. Questo è un ulteriore dettaglio, come riportato dall’Ansa, che sarebbe venuto alla luce durante le verifiche effettuate ieri nell’ambito della consulenza tecnica richiesta dalla Procura. Si ipotizza che una possibile mancanza di ricarica del climatizzatore, con conseguente impossibilità di emettere aria calda, possa aver influito sull’accaduto relativo al neonato.
Problemi con i sensori
Nella stessa giornata di ieri, è stato riscontrato un malfunzionamento nei sensori del tappetino, a differenza dell’alimentatore della culla e del sistema di allerta, che, attivato in un altro modo, avrebbe avviato la chiamata al cellulare del parroco don Antonio Ruccia, l’unico in contatto con la culla.
Funzionamento del climatizzatore e istruzioni del parroco
Per quanto riguarda il climatizzatore, come riportato sempre dall’Ansa, il parroco ha affermato che l’apparecchio non necessita di regolazioni manuali in base alle diverse stagioni, bensì si adatta automaticamente alle temperature esterne. L’indagine della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dalla pm Angela Morea, sta considerando l’ipotesi che l’apparecchio, similmente a quanto accade nelle automobili, non fosse stato ricaricato e che quindi si sia attivato solo dopo aver rilevato un movimento, ma emettendo solamente aria fredda.
