Nuove informazioni emergono dopo l’autopsia sul neonato: il bambino aveva un peso di 2,8 kg ed era stato partorito a termine, probabilmente non in un reparto ospedaliero.
Condizioni del bambino al momento del ritrovamento
Il neonato trovato senza vita nella culla termica presso la chiesa di San Giovanni Battista a Bari il 2 gennaio ha mostrato segni di grave sottopeso, disidratazione e trascuratezza. Queste sono alcune delle informazioni aggiuntive riportate dall’Ansa, che sono emerse a seguito dell’autopsia eseguita ieri. Il bambino pesava 2,8 kg e sembra essere nato a termine, con l’ipotesi che il parto non sia avvenuto in ospedale. Secondo le prime conclusioni delle analisi effettuate l’8 gennaio, si sospetta che il decesso sia avvenuto a causa di ipotermia, anche se si attendono conferme dai risultati degli esami istologici.
Possibilità di salvataggio e condizioni della culla
Fonti vicine all’inchiesta hanno suggerito che, se il bambino fosse stato assistito adeguatamente, avrebbe potuto essere salvato, nonostante i problemi tecnici del riscaldamento della culla e il fatto che l’allerta non fosse stata attivata, né segnalata al parroco. Le analisi hanno anche rivelato delle lesioni alle caviglie del bambino, probabilmente causate da parassiti cutanei. Gli investigatori sono all’opera per determinare se il neonato sia stato collocato nella culla mentre era ancora in vita oppure se fosse già deceduto. Tuttavia, l’ipotesi predominante è che il bambino fosse vivo nel momento in cui è stato messo nella culla, e si pensa che possa essere stato lasciato lì diverse ore prima del ritrovamento.
Intervista al tecnico coinvolto
Il 9 gennaio, durante il programma “Storie Italiane” condotto da Eleonora Daniele su Rai 1, è stata rilasciata un’intervista a Vincenzo Nanocchio, il tecnico sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta della Procura, insieme al parroco don Ruccia, accusato di omicidio colposo. Nanocchio ha affermato: “Lavoro su chiamata. Quando don Antonio mi ha contattato, ho effettuato la riparazione e poi me ne sono andato. Non ho un contratto di manutenzione e non tengo registri degli interventi”.
“Era don Ruccia a occuparsi della culla”, ha aggiunto Nanocchio, “era lui a monitorarla. Ho riparato la culla il 14 gennaio intorno alle ore 10, perché mi sono accorto che l’alimentatore era saltato. Potrebbe essersi verificato un blocco del sistema, oppure ci potrebbero essere stati problemi con la SIM card; ci sono molteplici spiegazioni”, ha sottolineato nuovamente il tecnico.
