I fatti contestati risalgono al 2019: l’ex consigliere è accusato di aver rivelato notizie riservate a un giornalista. Nell’udienza odierna, i suoi legali hanno presentato delle eccezioni chiedendo di dichiarare la nullità del decreto che dispone il giudizio e l’emissione della sentenza di non luogo a procedere.
Le Accuse Contro Giacomo Olivieri
L’ex consigliere regionale, Giacomo Olivieri, è accusato di aver divulgato informazioni riservate in collaborazione con un maresciallo della Finanza. Attualmente in carcere dal 26 febbraio 2024 nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Codice Interno”, si trova ora a dover affrontare un processo relativo alla violazione del segreto d’ufficio. Tuttavia, i suoi avvocati sostengono che la condotta contestata non possa essere considerata perseguibile e che l’imputazione risulti eccessivamente vaga.
Le Eccezioni della Difesa
Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, durante l’udienza di oggi, i legali di Olivieri, Gaetano e Luca Castellaneta, hanno presentato eccezioni chiedendo al Tribunale di Bari di dichiarare nullo il decreto che avvia il processo, sostenendo la genericità dell’imputazione. Hanno anche chiesto la pronuncia di una sentenza di non luogo a procedere, argomentando che l’azione contestata non è punibile.
Prossimi Passi nel Procedimento Legale
La decisione della corte, presieduta da Domenico Mascolo, è attesa per l’11 marzo. Nello specifico, si contesta a Olivieri, insieme al maresciallo Antonio Cretì – che è oggetto di un processo separato – di aver contribuito a rivelare al direttore della testata online “Quotidiano Italiano”, su cui Olivieri era editore al momento dei fatti, delle notizie riservate riguardanti perquisizioni che la Finanza ha effettuato nella cornice di un’indagine su presunti illeciti nel campionato di serie D. Secondo l’accusa, Olivieri avrebbe facilitatato il contatto tra Cretì e il giornalista per consentire la pubblicazione delle informazioni riservate ottenute.
