Ieri pomeriggio si è svolta un’assemblea del personale: al centro delle polemiche, le decisioni assunte nei confronti di alcuni agenti basate sui risultati del lavoro della commissione di accesso, ritenute relativi a “situazioni marginali” e in alcuni casi “prive di accuse specifiche”.
La Polizia Locale di Bari in stato di agitazione
Ieri, 1° aprile, la Polizia Locale di Bari ha avviato un’assemblea del personale. Durante questo incontro, i sindacati hanno discusso i recenti provvedimenti presi nei confronti di nove agenti, in seguito ai risultati forniti dalla Commissione di accesso. Questi provvedimenti sono stati giudicati dai rappresentanti sindacali come “sproporzionati e ingiusti”.
Le richieste dei sindacati
“Basta mettere le mani sulla Polizia Locale di Bari”: è l’appello forte e chiaro emerso dall’assemblea, come riportato in una nota congiunta da Giuseppe Lomonte (Cisl Fp), Rocco Bitetto (Uil Fpl), Sebastiano Zonno (Csa) e Tommaso Stella (Sulp). “Questo è un grido di dolore, indignazione e dignità, lanciato da chi si è sentito isolato, sotto accusa nell’opinione pubblica e nei media a causa delle conclusioni della Commissione Ministeriale di Accesso. Un’indagine avviata con la minaccia di scioglimento del Consiglio Comunale, che ha portato a provvedimenti di portata limitata, ma il cui effetto appare comunque ingiusto e squilibrato. Tali misure, mentre proteggono la reputazione della classe politica e del management, colpiscono nove lavoratori, accusandoli di situazioni di poca rilevanza, prive di qualsiasi implicazione penale, risalenti anche a decenni fa o addirittura a prima della loro assunzione e, in alcuni casi, non supportate nemmeno da specifiche accuse. Di fronte a questa chiara disparità di trattamento, il personale della Polizia Locale di Bari richiede con determinazione rispetto, protezione e trasparenza, affinché non siano i lavoratori a fare le spese di una situazione ancora poco chiara.”
