L’intervento, effettuato dai membri della Guardia Costiera, si inserisce nel quadro della campagna nazionalepoliziesca ‘Oro Blu’. Secondo le indagini, l’azienda avrebbe operato senza la necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale.
Un impianto industriale di circa 10.000 metri quadrati, situato nella zona periferica di Monopoli e dedicato ai trattamenti dell’alluminio, è stato sottoposto a sequestro. L’operazione è stata condotta dal personale militare della Guardia Costiera, sotto l’egida del Centro di Coordinamento Ambientale Marino di Bari, e rappresenta un’importante azione nell’ambito della campagna nazionale di polizia ambientale conosciuta come ‘Oro Blu’.
Stando alle verifiche effettuate dalla Guardia Costiera, l’azienda monopolitana risulterebbe priva della fondamentale Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia). I militari sostengono che siano stati effettuati scarichi di acque reflue industriali provenienti dalle vasche di trattamento e di rifiuti liquidi contenenti sostanze nocive (acidi).
Durante il controllo, la Guardia Costiera ha constatato l’abbandono cronico e incontrollato di diverse tipologie di rifiuti speciali (compresi alcuni pericolosi), nonché lo sversamento di rifiuti liquidi nel suolo e l’immissione di questi ultimi nelle acque sotterranee.
L’operazione ‘Oro Blu’
Nel corso di questa operazione, a livello nazionale sono stati effettuati un totale di 28.346 controlli, di cui 6.749 riguardanti gli scarichi idrici (solo il 6% dei quali è risultato privo di autorizzazione), 12.070 sul ciclo dei rifiuti (con circa 400 tonnellate di rifiuti controllati su una superficie superiore a 20 milioni di metri quadrati, l’equivalente di 2.000 campi da calcio), 9.527 mirati a individuare fenomeni di inquinamento marino, 4.053 controlli per combattere l’abusivismo demaniale e 1.111 nelle Aree Marine Protette.
La campagna ‘Oro Blu’, che ha visto 7.279 operazioni sia terrestri che navali in tutto il territorio italiano, ha portato alla contestazione di 549 illeciti ambientali, di cui 226 di natura amministrativa con sanzioni che raggiungono i 1.335.216 euro (97 controversie legate a scarichi irregolari, 96 sulla gestione inadeguata dei rifiuti, 5 per inquinamento marino, 19 per infrazioni relative all’uso del demanio marittimo e 9 per violazioni delle normative sulle Aree Marine Protette) e 323 illeciti penalmente perseguibili (96 per scarichi non autorizzati, 130 per gestione inadeguata dei rifiuti, 10 per inquinamenti marini, 83 per abusivismo demaniale e 4 per violazione dei disciplinari gestionali delle Aree Marine Protette) che hanno portato a 151 sequestri (46 riguardanti scarichi irregolari, 63 per la gestione inadeguata dei rifiuti su una superficie di 11.560 metri quadrati e 42 per abusivismo demaniale occupando 11.986 metri quadrati).
L’Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, Comandante Generale della Guardia Costiera, ha posto l’accento sull’impegno operativo dei suoi uomini e donne durante i mesi invernali lungo gli 8.000 km di coste e nell’entroterra: “Le cifre rilevanti dell’operazione di polizia ambientale ‘Oro Blu’ dimostrano chiaramente come la Guardia Costiera stia investendo sempre di più nella protezione e salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, un compito che ci vede sempre in prima linea nella difesa di un bene strategico per il nostro Paese. Con questa operazione, stiamo continuando un impegno che nel 2024 ha già registrato oltre 140.000 controlli su questo fronte, identificando e sanzionando fonti inquinanti che minacciano aree naturali e di balneazione, con possibili impatti negativi sull’economia di molte comunità che considerano il mare la loro risorsa principale.”
