Nella giornata dedicata al ‘padre della lingua italiana’, gli studenti dell’Istituto comprensivo ‘Manzoni-Lucarelli’ di Ceglie del Campo hanno incontrato il sindaco di Bari. Il primo cittadino, Vito Leccese, ha comunicato un’importante modifica al nome dell’edificio municipale: “Il nostro Comune diventerà Palazzo della Città”.
Un incontro speciale per il Dantedì
Lo scorso anno, gli studenti avevano festeggiato il Dantedì a Roma, dove Fiorello li aveva accolti durante un programma dei canali Rai. Quest’anno, gli alunni e le alunne della scuola ‘Manzoni-Lucarelli’ sono stati ricevuti nella Sala Consiliare del Comune di Bari, in occasione della giornata nazionale che onora Dante Alighieri, il 25 marzo.
Ospitalità del sindaco e performance artistiche
Il sindaco Leccese ha dato il benvenuto ai bambini, che hanno avuto l’opportunità di recitare i versi del grande poeta e di esibirsi in canti tradizionali, incantando il pubblico presente. La dirigente scolastica, Olga Frate, insieme ai docenti, ha espresso gratitudine al sindaco e al presidente del Consiglio comunale di Bari, Romeo Ranieri, per la loro partecipazione a questo evento significativo. Durante l’incontro, gli studenti hanno anche consegnato al sindaco dei regali e delle lettere contenenti richieste e proposte.
Richieste per il futuro della comunità
Le missive degli alunni contenevano richieste per un maggiore coinvolgimento delle periferie nella vita cittadina e la creazione di aree gioco destinate ai bambini nella zona di Ceglie del Campo. Il sindaco Leccese ha ascoltato con attenzione queste preoccupazioni e ha annunciato che intende continuare a lavorare per valorizzare le aree meno centrali della città di Bari.
Un cambiamento simbolico
Un’iniziativa simbolica è stata presentata dal sindaco nel corso dell’evento: ha espresso la volontà di cambiare la denominazione della sede municipale da ‘Palazzo di Città’ a ‘Palazzo della Città’. Secondo Leccese, questo cambio di preposizione è fondamentale per rappresentare meglio il palazzo, che deve essere percepito non come un luogo per ospitare, ma come un edificio di proprietà della comunità barese, dove ogni cittadino possa sentirsi a casa.
