Le 47 piante risultate positive a Xylella fastidiosa individuate a Cagnano Varano potrebbero rappresentare solo una porzione minima del problema. È l’allerta lanciata da Confagricoltura Puglia dopo la conferma ufficiale del batterio nel territorio del Parco Nazionale del Gargano, un’area che fino a oggi era rimasta immune.
Gargano sotto osservazione: primo focolaio in un’area finora risparmiata
La notizia dell’ingresso della Xylella nel Gargano segna una svolta preoccupante per la Puglia e non solo. La scoperta nel comune di Cagnano Varano, all’interno di un contesto ambientale protetto e di grande valore paesaggistico, spazza via l’illusione che il promontorio potesse restare al riparo dal patogeno che ha già causato danni enormi nel resto della regione.
Le verifiche scientifiche: identificata la sottospecie pauca
Gli accertamenti eseguiti dal Centro di ricerca “Basile Caramia” di Locorotondo, dal Dipartimento SAFE dell’Università di Foggia e dal CNR di Bari hanno rilevato la presenza della sottospecie pauca. Si tratta della stessa variante di Xylella responsabile della distruzione di milioni di ulivi nel Salento, un precedente che alimenta timori fondati sull’evoluzione del nuovo focolaio.
Area delimitata e azioni immediate: zona infetta e fascia di contenimento
Le autorità hanno istituito perimetrazioni con una zona infetta e una zona cuscinetto, attivando le misure di eradicazione previste dalla normativa europea. “In quindici anni il batterio ha percorso oltre 400 chilometri: è un segnale che deve mettere in allerta tutto il comparto olivicolo nazionale”, afferma Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia. “L’arrivo nel Gargano è un passaggio delicatissimo, perché apre la prospettiva di una possibile risalita verso il Centro Italia”.
Il peso della Capitanata: un pilastro dell’economia olivicola
La provincia di Foggia, con più di 34mila imprese olivicole e circa il 15% dell’olio prodotto in Puglia, è un cardine dell’agricoltura regionale. “Questa infezione rischia di completare la traiettoria distruttiva iniziata nel Salento, dove sono stati compromessi 180mila ettari di oliveti, si sono persi oltre 30mila posti di lavoro e la produzione di olio regionale si è ridotta dell’80%”, sottolinea Bruno, richiamando l’attenzione sulle possibili ricadute economiche e sociali.
I vettori della malattia: mobilità e sputacchina nel mirino
Secondo Confagricoltura, la propagazione del batterio è aggravata dai movimenti di mezzi e persone, che favoriscono lo spostamento dell’insetto vettore, la sputacchina. Da qui l’appello a interventi capillari: una gestione accurata delle aree rurali con sfalci e pulizia a carico sia degli agricoltori sia degli enti pubblici, insieme a un monitoraggio fitosanitario serrato nelle zone ritenute più esposte.
Strategia e risorse: un piano straordinario da 1,5 miliardi
Per arginare l’emergenza e rilanciare la produttività, Confagricoltura Puglia sollecita l’attivazione immediata di un programma straordinario da 1,5 miliardi di euro, finalizzato al recupero degli oliveti e alla salvaguardia del paesaggio agrario. “Bisogna mettere subito a terra tutte le risorse europee disponibili, evitando rinvii che potrebbero vanificare gli sforzi e trasformare la Xylella in una minaccia definitiva per l’olivicoltura italiana”, conclude Bruno.
