Il desiderio di avviare un’attività in proprio si scontra con l’amara realtà di dover ripartire da zero. La speranza è di ricevere un aiuto concreto dalle istituzioni.
Una situazione difficile
“Attualmente sono disoccupato, in balia delle bollette e delle spese quotidiane. Ripartire sembra impossibile”. Sergio Cascelli aveva un salone di parrucchiere situato in via Edmondo De Amicis, nel quartiere Carrassi di Bari, nell’edificio crollato mercoledì 5 marzo. Per fortuna, l’incidente non ha causato vittime, visto che l’unica persona presente all’interno dell’immobile, la 72enne Rosalia De Giosa, è stata miracolosamente estratta viva dalle macerie dopo 25 ore di disperazione e attesa.
Il futuro in bilico per molte famiglie
Superato il pericolo per la donna, la mente si rivolge al destino delle 20 famiglie che abitavano nel palazzo, così come a chi gestiva un’attività lungo quella strada. I sacrifici di una vita e i sogni per il futuro sono stati ridotti in frantumi in pochi istanti. Tra di loro c’era anche un 39enne noto nella zona per il suo lavoro. Nel 2019, aveva inaugurato il suo locale e iniziato un percorso professionale importante, affrontando non poche difficoltà: “Circa vent’anni fa – racconta a BariToday – la mia famiglia acquistò lo spazio commerciale pensando a un’attività futura per me e mio fratello. Dopo la scuola, ho deciso di diventare parrucchiere, frequentando accademie, ottenendo licenze e risparmiando. Con l’aiuto della Regione Puglia ho potuto anche ricevere dei finanziamenti per avviare la mia attività”.
Il sogno infranto
Dopo cinque anni, il sogno si avvera. Tuttavia, nel 2020, si è dovuto affrontare la crisi causata dal Covid: “Sono riuscito a superare l’emergenza, lavorando anche su appuntamento”. Poi, è arrivato il colpo finale con l’evacuazione del palazzo di via De Amicis, angolo con via Pinto: “Il 22 febbraio del 2024 c’è stata una pioggia violenta che ha causato problemi fognari. In seguito ai controlli nei sotterranei, è stata scoperta una colonna gravemente danneggiata. Sono stati contattati i vigili del fuoco e il Comune”.
Evacuazione e attese interminabili
L’edificio è stato evacuato e gli inquilini hanno dovuto cercare nuove sistemazioni. Le attività commerciali, oltre al salone di Cascelli, sono state anch’esse colpite dalla situazione di inagibilità. L’iter per approvare e avviare i lavori, tra progettazione e autorizzazioni, è durato quasi un anno: “Nel frattempo – ricorda Cascelli – alcune persone hanno potuto accedere all’immobile per recuperare effetti personali”.
Prospettive incerte
I lavori di ristrutturazione, il cui costo previsto era di circa 600mila euro, sarebbero dovuti durare 14 mesi: “Dopo soli 3 mesi – afferma Cascelli – avremmo potuto rientrare. I lavori sono stati programmati per procedere edificio per edificio”. Un cammino complesso, che sembrava avvicinarsi a una soluzione. Tuttavia, il crollo ha spazzato via ogni progetto: “Mercoledì pomeriggio – racconta Cascelli – ero a casa quando alcuni dei miei clienti mi hanno avvisato. In pochi minuti sono arrivato sul posto. Pensavo fosse crollata solo una parte, ma quando ho visto il disastro totale, ho provato un enorme panico.”
Richiesta di aiuto
La voce di Cascelli è risuonata mentre il sindaco Vito Leccese, presente per fare il punto della situazione, veniva intervistato dai giornalisti: “In quell’occasione – ha chiarito il 39enne – gli chiedevo di riflettere sulla situazione. Ho piena fiducia che le famiglie riusciranno a rialzarsi e riceveranno supporto. Personalmente, però, mi ritrovo senza lavoro. Ho avuto solo il sostegno dei miei genitori, nessun sussidio e le spese da sostenere aumentano. Ripartire significa praticamente cominciare da capo, sperando di ricevere un aiuto dalle istituzioni: ‘Essere il proprietario di un salone in queste condizioni è devastante. Adesso sarei disposto a fare qualunque lavoro, ma le risorse per iniziare da capo mi mancano’.”
