Il monumentale edificio situato in piazza Umberto è ora dedicato a Sabina Anemone, pioniera della medicina in Puglia, che negli anni ’40 offriva assistenza medica gratuita a madri e bambini in situazioni di difficoltà.
La storica palazzina conosciuta come ‘Goccia del latte’ a piazza Umberto è stata intitolata oggi a Sabina Anemone, la prima donna a laurearsi in medicina e specializzarsi in pediatria all’Università di Bari. Questa professionista di grande valore e altruismo ha dedicato la sua carriera a fornire assistenza a madri e bambini che vivevano in condizioni di povertà. Sono intervenuti alla cerimonia di intitolazione, che si è svolta questa mattina, il sindaco Leccese, la consigliera comunale Micaela Paparella, la presidente del Municipio I e gli alunni delle classi quinte della scuola primaria Mazzini.
Sabina Anemone è stata una vera pioniera del suo tempo, svolgendo la professione di medico e sfidando le convenzioni sociali che del periodo vedevano le donne limitate ai ruoli di mogli e madri. Con il suo impegno, ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della comunità, ponendo particolare attenzione ai bambini e alle madri in difficoltà economica. Pertanto, l’amministrazione comunale ha deciso di dare il suo nome all’edificio noto come “Goccia del latte”, tutelato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio della Città metropolitana di Bari. Questa scelta è motivata non solo dal desiderio di mantenere vivo il ricordo di una donna che ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto sociale locale, ma anche per celebrare il suo coraggio e la sua determinazione.
Il sindaco ha commentato: “L’amministrazione comunale di Bari è impegnata da tempo a valorizzare la toponomastica di genere, poiché le intitolazioni a strade e luoghi emblematici a donne che hanno avuto un ruolo chiave nella crescita di questa città sono ancora troppo scarse. Vogliamo recuperare un riconoscimento, sia quantitativo che culturale, per il contributo fondamentale di molte donne nella storia di Bari e dell’Italia. Con quest’intitolazione, oggi associamo per sempre il nome di Sabina Anemone, prima laureata in medicina e pediatra della nostra città, a un edificio storico come la Goccia del latte – che dal 1920 ha ospitato per oltre cinquant’anni le attività di un’associazione solidale dedita a sostenere le gestanti in difficoltà economica e con diversi figli. È un omaggio dovuto a una donna che ha messo la sua professionalità e le sue competenze al servizio delle madri e dei bambini vulnerabili. Ricordare non deve essere solo un atto retorico, ma un’opportunità per capire il presente e orientare il futuro, specialmente per le nuove generazioni.”
La consigliera comunale e metropolitana, delegata alla pianificazione territoriale, ha aggiunto: “Ho avuto una nonna molto speciale che, in un periodo in cui sembrava assolutamente impensabile, ha creduto nel ruolo essenziale delle donne nel mondo lavorativo, e nell’importante contributo che queste avrebbero potuto dare alla società. Sabina Anemone, mia nonna, è stata una donna dedita allo studio, al lavoro e al volontariato, ma era anche una persona brillante, elegante, amante della musica, dell’arte e della vita. Sebbene io abbia intrapreso un percorso di studi diverso dal suo, ho seguito le sue orme quando ho ricoperto il ruolo di presidente nell’ex Ospedaletto dei bambini di via Trevisani, oggi Municipio I, dove durante la guerra, mia nonna ha diretto il reparto per malattie infettive, curando i suoi piccoli pazienti con grande dedizione. Era molto legata ai luoghi del suo lavoro, in particolare in questa palazzina Liberty, dove, dal 1940, per quasi un decennio, ha fornito assistenza medica e insegnato educazione sanitaria in una città lacerata dalla guerra e dalla miseria, e nel dopoguerra, collaborando con le forze americane, ha introdotto l’uso del latte in polvere, allora sconosciuto. Questo luogo, che nell’ultimo periodo della sua vita amava frequentare per rivivere i ricordi di quegli anni con la presidente della Fidas, diventa oggi un simbolo di memoria e identità per la nostra comunità, grazie all’impegno e alla sensibilità del sindaco, del Soroptimist International Club di Bari e di tutti coloro che hanno supportato questa intitolazione.”
Chi era Sabina Anemone
Sabina Anemone è nata a Giovinazzo il 12 dicembre 1913. Nel 1937 diventa la prima donna a conseguire la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Bari, specializzandosi successivamente in pediatria nel 1940. La sua passione per i bambini la porta a lavorare presso l’Ospedale Sanatorio Cotugno durante il conflitto, dove cura neonati affetti da tubercolosi e offre visite gratuite alle madri in difficoltà nel centro medico “Goccia del latte”, situato in piazza Umberto, guadagnandosi la stima di tutta la comunità. In qualità di direttrice del reparto infettivi dell’Ospedaletto dei Bambini, nel 1971 inizia a insegnare Igiene e Anatomia all’Istituto Tecnico Femminile di Bari fino alla pensione. Sabina Anemone muore a Bari all’età di 91 anni.
