Vincenzo Nanocchio è stato intervistato durante il programma di Rai 1 Storie Italiane, condotto da Eleonora Daniele.
Intervento e situazione attuale
“Lavoro a chiamata. Quando don Antonio mi ha contattato, ho effettuato la riparazione e poi ho lasciato. Non dispongo di un contratto di manutenzione né di un registro delle operazioni effettuate”. Queste le parole di Vincenzo Nanocchio, il tecnico sotto inchiesta, insieme a don Ruccia, per il caso del neonato trovato senza vita nella culla termica all’interno della chiesa di San Giovanni Battista a Bari, il 2 gennaio scorso.
Dettagli sulla culla termica
Durante l’intervista a Storie Italiane, Nanocchio ha spiegato: “Era don Ruccia a occuparsi della culla – ha dichiarato -, era lui a controllarla. La culla ha segnalato un allerta il 14 gennaio intorno alle 10, quando sono intervenuto perché mi sono accorto che l’alimentatore era andato in avaria. Potrebbe essersi bloccato il sistema, oppure la sim non ha funzionato, ci sono molteplici fattori possibili”, ha chiarito il tecnico.
Indagini in corso
Le accuse formulate contro Nanocchio e Ruccia sono di omicidio colposo. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile di Bari, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Ciro Angelillis e della pm Angela Morea. Nella giornata di mercoledì sono emerse anche le prime risultanze dell’autopsia sul corpicino del neonato che, secondo le prime analisi, aveva meno di un mese di vita e sarebbe deceduto a causa di ipotermia.
