Il ritrovamento sconvolgente nel quartiere Poggiofranco. La strada è stata chiusa al traffico per consentire alle autorità competenti di effettuare le indagini necessarie. Sarà l’autopsia sul corpo del neonato a chiarire le circostanze di questa tragica situazione.
È attraverso l’autopsia e le indagini condotte sul corpicino del neonato che si tenterà di comprendere le motivazioni del suo abbandono all’interno della culla termica della chiesa di San Giovanni Battista, situata nel quartiere Poggiofranco di Bari. L’allerta è stata lanciata questa mattina: il neonato era stato posizionato all’interno di un dispositivo predisposto per accogliere bambini in difficoltà, garantendo così l’anonimato ai genitori e la sicurezza al bambino stesso. Tuttavia, il segnale d’allerta che normalmente avverte il parroco, attualmente fuori città, non è scattato. Questo potrebbe essere attribuito a un malfunzionamento dell’apparecchio o a un errore da parte di chi ha lasciato il neonato, che potrebbe non averlo collocato correttamente nella culla o aver lasciato aperta la porta della culla termica.
Testimonianza di chi ha trovato il bimbo: “Una grande tristezza”
Dopo il ritrovamento, le forze dell’ordine, tra cui la polizia e il medico legale, sono intervenute sul luogo per effettuare le indagini e determinare le cause del decesso. Le indagini sono state delegate alla Squadra mobile.
La zona davanti alla chiesa è stata bloccata al transito per consentire il prosieguo dei rilievi, mentre gli agenti locali vigilano sull’accesso alla strada per impedire il passaggio di veicoli.
In passato, la culla termica della stessa parrocchia aveva già accolto due neonati, entrambi salvati e dati in adozione: un maschietto nel 2020 e una femminuccia solo un anno fa, nella vigilia di Natale. Oggi, tuttavia, si registra una storia drammatica, su cui ora le autorità sperano di fare luce tramite le indagini.
