La contestazione: “Continueremo a combattere per le persone oneste che credono ancora nella politica, nelle istituzioni e nella verità”
Durante l’odierna seduta del Consiglio comunale di Bari, sono stati approvati gli obiettivi strategici contro la corruzione per il triennio 2025-2027. Tuttavia, il centrodestra ha manifestato il proprio dissenso riguardo al caso Olivieri, abbandonando l’aula prima della votazione.
Questa scena si è verificata nell’aula Dalfino, dove i consiglieri erano chiamati a ratificare quanto già deliberato dalla Giunta pochi giorni fa. Il documento sottolinea “la prevenzione della corruzione e la trasparenza come aspetti essenziali per realizzare gli obiettivi dell’ente, soprattutto in relazione al Pnrr/Pnc e alla gestione dei fondi a essa correlati”.
L’ex consigliere regionale Olivieri, arrestato il 26 febbraio del 2024 nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’, che riguarda i presunti collegamenti tra mafia, politica e affari, è stato ascoltato ieri dal gup durante un procedimento abbreviato che coinvolge altre 107 persone. Dopo aver espresso le sue “scuse alla città”, Olivieri ha menzionato un accordo stipulato nel 2019 con il presidente Emiliano per indebolire il centrodestra nelle Primarie comunali dello stesso anno. Questo piano prevedeva di dirottare i voti su Pasquale Di Rella, che vinse le Primarie ma fu poi sconfitto al primo turno delle elezioni municipali da Antonio Decaro.
Durante il dibattito sul primo punto all’ordine del giorno, i rappresentanti del centrodestra hanno temporaneamente lasciato l’aula: “La democrazia è un valore – affermano i consiglieri in una nota – e va difesa ogni giorno. Anche di fronte a coloro che dovrebbero gestire le istituzioni a nome di tutti, e non di alcuni. Le recenti affermazioni hanno gettato un’ulteriore ombra di discredito sull’intera città, prigioniera dei suoi potenti che da tempo non solo decidono per il loro partito, ma ora apprendiamo dalle parole di Giacomo Olivieri che in effetti hanno preso decisioni anche per il centrodestra. Inquinando il voto, truffando i cittadini e gli elettori, con l’uso di un ‘trojan umano’ che ha permesso a Decaro di vincere le elezioni del 2019 con un margine schiacciante. Questa non è democrazia – aggiungono – ma barbarie. E continueremo a lottare per le persone oneste che continuano a credere nella politica, nelle istituzioni, nella verità. Ci aspettavamo una condanna chiara da parte della sinistra, un gesto di indignazione e vergogna. Ma non sono arrivate nemmeno scuse. Oggi il centrodestra risorge, come la fenice, dalle ceneri della verità”, concludono i rappresentanti dell’opposizione.
