Palazzo di Città comunica ufficialmente che lo Stato non potrà richiedere il risarcimento dal Comune di Bari per le somme già pagate ai proprietari dei terreni di Punta Perotti, come previsto dalla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Sentenza favorevole per il Comune di Bari
Il tribunale di Bari ha stabilito che lo Stato non avrà diritto a rivalersi nei confronti del Comune di Bari riguardo alle somme versate ai proprietari dei terreni di Punta Perotti, in adempimento alla sentenza emessa nel 2012 dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questa decisione è stata annunciata in un comunicato ufficiale di Palazzo di Città.
Dettagli della controversia legale
La causa civile era stata intentata dal Comune di Bari contro lo Stato Italiano con l’intento di “verificare e dichiarare l’inesistenza del diritto di rivalsa dello Stato nei confronti del Comune di Bari in merito alle sentenze della Corte E.D.U. del 20 gennaio 2009 e del 10 maggio 2012” riguardante la questione di Punta Perotti. L’obiettivo era quello di provare la non fondatezza della richiesta di risarcimento avanzata dallo Stato italiano, che ammontava a 46.080.000 euro, per compensare i proprietari dei terreni confiscati.
Decisione del tribunale
Il tribunale ha accolto le argomentazioni del Comune di Bari, dichiarando che non esiste diritto da parte dello Stato di recuperare le somme spese. “Questo avviene – spiega il comunicato – perché non si può attribuire alcuna responsabilità all’ente locale per i danni subiti dai proprietari a seguito della confisca stabilita dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 11716/2001. Di conseguenza, si legge nella sentenza, il Comune di Bari, avendo partecipato nella fase di rilascio delle autorizzazioni edilizie, è estraneo al processo collegato alla confisca dei beni, che è alla base della pronuncia della Corte E.D.U. e oggetto dell’azione di rivalsa.”
