L’odissea di un paziente raccontata da TarantoToday: per operarsi nella sua città, la prima disponibilità è nel 2027, mentre per l’ospedale barese il Cup non avrebbe ancora “date disponibili”.
I percorsi delle cure al Miulli di Acquaviva
Le terapie ricevute presso il Miulli di Acquaviva, dove si è recato da Taranto per sottoporsi a iniezioni intravitreali, gli hanno permesso di mantenere la vista per due anni. Tuttavia, la situazione è ora diventata complessa.
Un viaggio di speranza e attesa
Da due anni, questo uomo di 50 anni, lavoratore autonomo tarantino, si reca regolarmente al Miulli di Acquaviva per ricevere iniezioni intravitreali. Questi trattamenti sono fondamentali per contrastare la retinopatia diabetica e l’edema maculare in stadio avanzato, condizioni diagnosticate circa tre anni fa. Purtroppo, la sua situazione si è aggravata con lo sviluppo della cataratta, che richiede un intervento chirurgico urgente. Stando alle sue parole riportate da TarantoToday, i tempi d’attesa sono sconfortanti e, nel frattempo, a causa dei problemi visivi, fatica a lavorare.
Fuga dalle liste d’attesa
Dopo essersi sottoposto a una visita presso un oculista privato, che ha confermato la presenza della cataratta in entrambi gli occhi, l’uomo ha cercato di prenotare l’intervento through il sistema sanitario. Come raccontato a TarantoToday, i risultati ottenuti dal portale Puglia Salute hanno rivelato l’anno 2027 come prima data disponibile. Ha tentato anche di contattare il Cup telefonicamente e di recarsi presso le farmacie, ma la risposta è sempre stata la stessa: 2027. Inoltre, anche il Miulli ha dichiarato di non avere disponibilità”, afferma l’uomo. “Chiamo ogni giorno per sapere, ma non ci sono date. Sembra che non abbiano ancora aperto i loro programmi. Ho anche contattato cliniche private a Taranto, dove mi hanno spiegato che gli interventi in convenzione sono soggetti a budget limitati, il che porta a attese di oltre un anno. Se scelgo di pagare, invece, trovo disponibilità anche per la giornata stessa, ma i costi sono elevati: circa 1300 euro per occhio. Sono un contribuente onesto da più di trent’anni e continuo a pagare tasse considerevoli. Eppure, non ci sono fondi per mie cure mediche. Come posso affrontare quasi 3000 euro per operarmi se sono impossibilitato a lavorare e non ho entrate?” La domanda: perché la Regione Puglia non aumenta i budget per le cliniche private per cercare di diminuire le liste d’attesa? È davvero normale che in questo paese ci si trovi in simili situazioni, privi di dignità, rischiando addirittura la cecità a causa delle lunghe attese?”, conclude l’uomo.
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