La decisione in seguito alle controversie dopo l’annuncio della sua candidatura: “Non si tratta di una sconfitta personale, ma di una sconfitta per la democrazia: la presunzione di innocenza è stata dolorosamente ignorata.”
Alessandro Cataldo non si candida
Alessandro Cataldo ha annunciato che non parteciperà come candidato al Consiglio comunale di Triggiano per le prossime elezioni amministrative. Questa decisione è stata comunicata a pochi giorni di distanza dalla sua iniziale dichiarazione di voler scendere in campo (proprio nel giorno in cui la procura aveva richiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti per un’indagine relativa a presunta corruzione elettorale). In passato, Cataldo era noto come fondatore del movimento ‘Sud al centro’, che è stato successivamente sciolto a seguito delle indagini sulla presunta compravendita di voti.
Le parole di Cataldo
“Ho fiducia nella libertà e nella giustizia e, nonostante tutto, continuerò a crederci con determinazione. Quando i partiti di centro-destra di Triggiano (FdI, FI, Democrazia Cristiana e ‘Noi Moderati’, con il pieno consenso del candidato sindaco D’Alesio) mi hanno invitato a candidarmi, sono stato convinto della correttezza delle mie azioni e della mia totale estraneità rispetto ai fatti in questione, dunque ho accettato con tranquillità, consapevole delle inevitabili speculazioni e strumentalizzazioni che sarebbero seguite,” ha esordito Cataldo in un comunicato ufficiale.
La reazione dei partiti locali
“Adesso – prosegue – leggo sulla stampa che le segreterie provinciali e regionali degli stessi partiti locali che mi avevano proposto di candidarmi ritengono che ‘non sia opportuno’ che io mi presenti, non in una loro lista, ma addirittura in una lista civica di supporto al candidato sindaco, rivendicando il diritto di ‘cordinare e condividere’ le decisioni già prese e approvate di comune accordo tra il candidato sindaco e i rappresentanti dei partiti della coalizione.”
Riflessioni sui valori democratici
“Con la stessa serenità con cui ho accettato la candidatura, prendo atto e rispetto, sebbene non condivida, la scelta dei vertici provinciali che, per legittima prudenza, legittimano inavvertitamente una responsabilità morale e giuridica che è ancora da accertare,” sostiene Cataldo. “Ritirarmi dalla candidatura alle elezioni comunali non deve essere considerato una sconfitta personale; piuttosto è una sconfitta per la democrazia, dal momento che la presunzione di innocenza è stata ignorata con cinismo. Inoltre, ciò rappresenta anche un chiaro segnale di insicurezza e paura da parte di un sistema che si affida e si basa su semplici supposizioni investigative piuttosto che sulla volontà di rimandare la questione al giudizio degli elettori. Pertanto, se non fossi certo della mia innocenza e della correttezza delle mie azioni, non avrei mai accettato di espormi al rischio di controlli e verifiche. Questo è comprensibile per molti, ma non per chi ha interesse a screditarmi. D’altro canto, porterò sempre nel cuore l’incredibile e toccante amore di chi crede in me e mi sostiene. E vi assicuro che sono in tanti.”
