L’ex assessora regionale ai Trasporti ha deciso di dimettersi dal suo incarico nella giunta ad aprile, a causa del suo coinvolgimento in una inchiesta riguardante la presunta compravendita di voti nella zona di Bari.
“Sono stata oggetto di una ‘quarantena’ insopportabile: esclusa da incontri, riunioni, eventi e commissioni consiliari. Un isolamento che, in fin dei conti, convalida un giudizio già emesso dai colleghi del gruppo e del partito, a differenza di quanto debba ancora avvenire secondo la legge”. Queste sono le parole di Anita Maurodinoia, ex assessora ai Trasporti della Regione Puglia, che attraverso una comunicato stampa annuncia il suo abbandono dal gruppo del Pd Puglia. Maurodinoia aveva deciso di rassegnare le dimissioni dal suo ruolo in giunta regionale dopo aver scoperto di essere indagata nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di voti a Bari.
Maurodinoia: “Mi ritengo vittima di pregiudizi”
“Di fronte ai pregiudizi e alle esclusioni, ho deliberato di fare un passo indietro, liberando così il campo e comunicando la mia adesione al gruppo misto e all’opposizione – scrive Maurodinoia. In opposizione, non a un governo che ho contribuito a costruire con orgoglio e abilità (come dimostrano i progetti realizzati e che alcuni, per loro fortuna, riconoscono), né a un presidente al quale sarò sempre grata per la sua umanità e fiducia. Pertanto, all’opposizione, con la coscienza serena, il coraggio delle proprie idee e delle proprie scelte, e la libertà di votare a favore di proposte provenienti da chiunque, purché siano nell’interesse dei pugliesi. Senza pregiudizi. Ma, tutto al più, come il buon senso suggerisce, nella quiete e nell’ottimismo in attesa di giudizi”.
“Non ho avuto alcun dubbio, quando sono stata coinvolta come indagata nella vicenda giudiziaria dello scorso anno, a dimettermi volontariamente e con effetto immediato dalla carica di assessore regionale, pur essendo convinta della mia estraneità ai fatti in questione. Questa scelta è stata fatta sia per fiducia nella Magistratura, sia per non creare ombre o difficoltà al presidente Emiliano e al partito che mi ha eletta – evidenzia l’ex assessora. È stata una decisione basata su senso di responsabilità, trasparenza e rispetto per le istituzioni, e che nel contesto della politica italiana, dove ‘nessuno si dimette più’, rappresenta una scelta di cui essere fieri. Tuttavia, questa volta, ho vissuto un momento di indecisione e conflitto interno riguardo alla possibilità di continuare il mio impegno politico all’interno del gruppo consiliare regionale del Pd. È proprio vero: ‘A volte è più difficile restare che andarsene’, specialmente quando, in certe situazioni, ci si aspetta un ambiente di supporto ma ci si ritrova circondati da un clima opprimente, aggravato da cattiverie, ostacoli, freni e impedimenti mascherati dalla più bieca ipocrisia”.
