Connessioni con le forze dell’ordine
Giacomo Olivieri manteneva stretti legami con le autorità, in particolare con un maresciallo della guardia di finanza che gli avrebbe fornito informazioni su operazioni imminenti. In sostanza, si trattava di una fonte interna. Questo particolare era già emerso nei mesi scorsi grazie ai documenti legati all’inchiesta “Codice interno”, portata avanti dalla Dda di Bari. Le indagini rivelarono una rete di relazioni dell’ex consigliere regionale che si estendeva anche all’interno delle forze dell’ordine: Olivieri sarebbe stato in grado di influenzare e utilizzare per i propri interessi settori significativi delle autorità. Per tali motivi, l’avvocato e ex consigliere regionale, attualmente detenuto, è accusato anche di concorso nella rivelazione di segreti d’ufficio.
Il dibattito giuridico
Attualmente, il confronto riguardo alla presunta talpa coinvolge il giudice per le indagini preliminari e i pubblici ministeri di Bari. Il gip Giuseppe Montemurro ha infatti rigettato la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nei confronti del maresciallo della guardia di finanza. È stata fissata una camera di consiglio per il prossimo 16 gennaio. Secondo l’accusa, il contributo della divisa sarebbe stato irrilevante e non avrebbe comunque compromesso l’esito delle indagini. Tuttavia, il gip ha un’opinione differente.
Un’intercettazione compromettente
Olivieri, intercettato, comunica alla moglie, la consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, attualmente agli arresti domiciliari poiché sospettata di essere stata eletta con il supporto della mafia barese, di aver ricevuto dal maresciallo della guardia di finanza informazioni su un’operazione policentrica che avrebbe dovuto avere luogo il giorno successivo, ossia il 20 giugno 2019. E così è avvenuto. I magistrati riportano che, effettivamente, il 20 giugno 2019, il personale della guardia di finanza ha condotto un’azione di polizia giudiziaria, cioè un blitz, riguardante un presunto illecito nel calcio connesso alla partita tra Picerno e Bitonto. Il finanziere, descritto dalla procura come “infedele”, non è stato ancora identificato: le sue azioni, in particolare la comunicazione anticipata del blitz condotta telefonicamente, sono ritenute penalmente rilevanti. Il finanziere ha anche chiesto a Olivieri se avesse un giornalista fidato a cui comunicare la notizia. Olivieri ha prontamente indicato il direttore della sua testata online, ‘Il Quotidiano Italiano’, un individuo, secondo l’accusa, già sospeso dall’Ordine dei giornalisti, che “sarebbe stato a disposizione di Olivieri”. Durante una conversazione con Lorusso, Olivieri, coinvolto in un caso di voto di scambio, si riferisce al finanziere come a un “amico”, informando la moglie che si era presentato al telefono “con la voce camuffata”.
