Il segretario comunale Gano Cataldo: “Vogliamo sottolineare che il futuro di Bari deve svilupparsi con una visione di qualità della vita, che non può essere realizzata soltanto attraverso interventi pubblici.”
Una visione per lo sviluppo della città
Come rappresentanti di Sinistra Italiana, è nostra intenzione chiarire che lo sviluppo futuro di Bari deve essere attuato con un approccio volto a migliorare la qualità della vita, non limitandosi esclusivamente a progetti di grande entità. La nostra città deve ambire a raggiungere uno standard di vivibilità pari a quello europeo.” Così ha dichiarato Gano Cataldo, segretario cittadino di Si-Avs, commentando le recenti affermazioni del sindaco Vito Leccese, che ha parlato dei suoi progetti e obiettivi per il nuovo anno in merito alla gestione del capoluogo pugliese.
L’importanza delle piccole opere
“Riteniamo fondamentale – continua Cataldo – attribuire maggiore significato a interventi di minore portata e visibili a tutti, considerando che Bari presenta una carenza di spazi verdi per abitante rispetto ad altre città italiane e necessita di una riqualificazione urgente delle piazze e degli spazi pubblici. Per quanto riguarda la questione ambientale, la raccolta differenziata a Bari è appena sopra il 50%, sebbene dovremmo contare con maggiore generosità. Questo dato è in linea con la media europea di circa il 48,7%, e risulta inferiore a quella della città metropolitana, che raggiunge il 63,6%. È quindi indispensabile promuovere una maggiore educazione e una politica repressiva contro comportamenti scorretti, oltre a destinare i 75 milioni di euro previsti dal gettito Tari in incentivi fiscali per chi effettua correttamente la raccolta differenziata e per chi contrasta lo spreco alimentare. Entrambi questi approcci contribuirebbero a ridurre la quantità di rifiuti prodotti, avvicinandoci all’obiettivo della tariffazione puntuale, che premia chi differenzia con costi più contenuti, penalizzando chi invece ricorre al ‘sacco nero’, pratica che andrebbe abolita e sanzionata”, rimarca Cataldo.
Riqualificazione e integrazione del commercio
“In aggiunta – sottolinea Cataldo – la nostra città presenta un andamento demografico stabile, il che richiede politiche di riqualificazione non unicamente legate a interventi pubblici. Ad esempio, la recente pedonalizzazione di via Manzoni dovrebbe essere accompagnata da un piano di sviluppo commerciale di quartiere, integrando i negozi di prossimità ‘resistenti’ con le attività etniche, che necessitano a loro volta di un processo di integrazione nel tessuto commerciale cittadino e nei quartieri, per evitare tensioni tra venditori storici e nuovi arrivati. Nel 2025 è cruciale avviare processi di decisione condivisa per i nodi centrali della vita urbana: mobilità, sia diurna che notturna, riappropriazione e rivitalizzazione degli spazi di aggregazione pubblica, e la pianificazione di politiche sociali non solo assistenziale, ma anche cooperative e di inclusione. Le reti associative operano spesso con una delega eccessiva e non possono sostituirsi a un welfare urbano che necessita di una programmazione condivisa e capillare, non limitata all’emergenza.”
Un piano umano per la città
“Infine – conclude – auspichiamo che tutti questi aspetti possano essere parte di un dibattito pubblico su come deve trasformarsi Bari: se deve diventare, come è giusto che sia, un ‘piano umanistico generale’, è fondamentale che questo venga discusso, progettato e programmato da un’ampia gamma di attori, sia individuali che collettivi, e non solo da tecnici, assessori o consiglieri. È essenziale prestare particolare attenzione alle fasce di popolazione che necessitano di una vita autonoma e indipendente, con accesso ai mezzi di trasporto e ai relativi servizi”, conclude Cataldo.
