Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, ha chiarito la propria posizione sulla partita delle liste durante un incontro alla Festa dell’Unità dell’area metropolitana di Bari, organizzata a Palo del Colle. Interpellato dai cronisti, ha ribadito il perimetro del suo impegno e le sue priorità per la composizione delle candidature. La notizia è stata riportata dall’Agi.
Non il leader dei civici, ma un esponente del PD
Decaro ha rimarcato più volte di non guidare il mondo civico né di ambire a farlo. Ha ricordato di essere un iscritto del Partito Democratico e di partecipare alla Festa dell’Unità proprio in quanto tale. Ha aggiunto che esistono partiti, movimenti e liste civiche che stanno lavorando alle proprie formazioni, e che lui le esaminerà tutte auspicando un equilibrio complessivo nella loro composizione.
Focus sulla “lista del presidente”
Il candidato ha spiegato di seguire direttamente soltanto la lista a suo sostegno, definita “del presidente”. L’obiettivo è includere persone provenienti dal mondo della società civile o con un solido percorso nell’amministrazione locale. Intende così portare in Consiglio regionale volti nuovi, capaci di contribuire con competenze ed esperienze concrete alle politiche per la Puglia.
PD, “Per la Puglia” e la situazione di Fabiano Amati
Decaro ha fatto sapere di aver preso atto della chiusura della lista del Partito Democratico. Ha inoltre richiamato la lista civica “Per la Puglia”, dove si stanno coordinando diversi consiglieri regionali uscenti. A proposito della mancata candidatura di Fabiano Amati nelle liste dem, ha auspicato che possa trovare collocazione in una delle civiche, magari proprio in quella dei consiglieri uscenti. C’è ancora una settimana per definire gli assetti e, secondo Decaro, è normale che in questa fase emergano tensioni. Ha ricordato di aver vissuto situazioni analoghe in passato e ha riconosciuto che qualche frizione è emersa anche nella sua lista, sottolineando però come i candidati stiano evitando di alimentare polemiche sui giornali.
