Il consigliere regionale della Lega ha commentato l’audizione congiunta delle Commissioni Sanità e Bilancio che si è tenuta in via Gentile.
Situazione attuale dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII
“Sono ormai quasi due mesi dall’approvazione della Legge Regionale 42 del 2024, ma non si è ancora visto alcun atto concreto da parte delle due Aziende Sanitarie interessate e del Dipartimento della Salute per avviare il processo di distacco dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII dal Policlinico e per la sua trasformazione in ente autonomo, che dovrebbe avvenire, si spera, in una breve fase di transizione nell’Asl Bari”. Queste le parole del consigliere della Lega, Fabio Romito, in seguito all’audizione tenutasi. Durante l’audizione, sono intervenuti Giuseppe Volpe, dirigente per la gestione giuridica e amministrativa dell’ospedale, e il direttore sanitario Livio Melpignano; tuttavia, non erano presenti rappresentanze né del Policlinico di Bari né del Dipartimento regionale per la Promozione della salute.
Interventi e mancanze
Volpe ha riferito di aver avviato delle verifiche sui vari servizi dell’ospedale, riguardanti la prenotazione, la farmacia e la gestione degli approvvigionamenti, nonché sullo stato delle strutture e dei reparti. Tuttavia, per procedere con azioni concrete sulle modalità operative, è necessaria una verifica delle disponibilità del personale sul futuro lavoro, se con il Giovanni XXIII o col Policlinico. Il responsabile per il passaggio amministrativo ha fatto sapere che il direttore generale del Policlinico avrebbe dovuto incontrare i sindacati il 3 febbraio, ma l’incontro è stato rimandato al 13 febbraio. Saverio Tammacco, presidente della Commissione Bilancio, ha aggiornato le audizioni al 24 febbraio, richiedendo a Volpe di fornire alla Commissione una relazione riguardante le negoziazioni avviate col Policlinico. Tammacco ha anche sottolineato, citando un intervento di Antonella Caroli durante l’audizione del 27 gennaio, che oltre al trasferimento del personale esiste una problematica relativa alla ridefinizione delle unità operative e alla loro organizzazione, la quale richiede un provvedimento della giunta per adeguare il piano ospedaliero regionale e rivedere le strutture organizzative.
Richiesta di azioni concrete
“La politica – ha affermato Romito – si è espressa in modo forte e bipartisan sul distacco dell’ospedale, orientato verso l’autonomia del Giovanni XXIII, ma i tecnici in questi due mesi non hanno fatto altro che chiacchierare, senza produsci atti consequenziali. Senza un cronoprogramma serio, il passaggio all’Asl Bari rischia di allungarsi per anni. È necessario un piano che rispetti chi ha approvato la legge e, soprattutto, i cittadini che continuano a chiedere un ospedale pediatrico che funzioni”.
Carenze amministrative e burocratiche
Romito ha inoltre aggiunto che non è stato richiesto, redatto né validato un inventario dei beni, dei contratti attivi o dei servizi esternalizzati. Non è stata neppure presentata una panoramica sull’organizzazione dei servizi assistenziali, sui software utilizzati, sui finanziamenti in corso o su quelli richiesti, né sui servizi non assistenziali garantiti a distanza dal Policlinico che verrebbero meno con il passaggio. Non si è costituito un tavolo di lavoro con l’Università per siglare un nuovo accordo Università-Regione che includa, come previsto dalla legge, il Pediatrico nella rete formativa. È assente un aggiornamento formale della Rete Ospedaliera, visto che un’unità operativa universitaria è stata spostata senza alcuna spiegazione. Mi chiedo se sia così complicato gestire tutto questo”.
Situazione di stallo sui concorsi
Romito ha sottolineato ulteriormente come siano stati congelati i “concorsi per la nomina di un primario per l’Anestesia e Rianimazione pediatrica, Chirurgia Pediatrica e Neurologia pediatrica, così come il processo di istituzione di un Dipartimento pediatrico per il Giovanni XXIII. È necessario attivare nuove Unità Operative, complesse, semplici e dipartimentali, che possano valorizzare le competenze, portando l’ospedale verso specializzazioni elevate, pari ai migliori ospedali pediatrici italiani”. Con forza e determinazione, Romito chiede che si acceleri il processo e che, entro 15 giorni da oggi, il Dipartimento della Salute faccia quanto di sua competenza, fornendo un cronoprogramma affidabile affinché tutte le azioni menzionate siano almeno avviate. “È fondamentale che questo distacco sia completato entro giugno e che venga stabilita una base solida affinché, entro un anno, si possa parlare dell’autonomia del Giovanni XXIII”.
